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Adeguarsi a uno stile di vita nuovo

Fino a poco tempo fa il doppio lavello in bagno era legato all’idea di lusso e confort relegato ai bagno di design degli hotel. Oggi, invece, avere il doppio lavabo significa adeguarsi a uno stile di vita nuovo, in cui si utilizza il bagno anche in due, per prepararsi velocemente prima di uscire di casa. O all’idea che ognuno deve avere il proprio spazio; una postazione privata dove disporre e riporre oggetti e prodotti privati, compagni fidati di riti quotidiani.

II lavello doppio non è dunque mero oggetto di design, bensì una comoda soluzione che trova spazio anche in ambienti contenuti se si usano i giusti accorgimenti.

• Prediligere la funzionalità •

Disporre di uno spazio comodo deve orientare a scelte razionali che risultino massimamente funzionali. L’idea alla base di un bagno con due lavabi è di potersi lavare, radere o truccarsi in due nello stesso momento e con la massima comodità. Se lo spazio lo permette, allontanate il più possibile i lavabi così da evitare “scontri” che potrebbero portare a sbavature del rossetto o tagli sul viso… Magari rinuncerete a un design di grande effetto ma inizierete la giornata con un umore migliore.

 

• Occhio all’illuminazione •

L’illuminazione del bagno è sempre importante, soprattutto quella funzionale dello specchio, sulla quale bisogna riflettere. Una fonte luminosa a soffitto procurerà la luce generale per le consuete attività, ma sarà necessaria una luce supplementare per facilitare le operazioni di rasatura e di maquillage allo specchio. Nel caso di doppio lavabo, una sola sorgente luminosa centrale genererebbe ombre fastidiose sui volti. È importante, dunque, disporre di due luci, una a servizio di ogni lavello, e una fonte continua, e posizionate in modo da evitare effetti chiaroscurali.

 

Più tipologie: quale scegliere?

Una volta capito di quanto spazio abbiamo bisogno per il nostro doppio lavabo, vediamo adesso quale tipologia è preferibile per ogni caso.

1. Sottopiano

Il bacile sottopiano si dimostra molto comodo se pensiamo alla pulizia e all’ordine del mobile bagno. Ma c’è un caso in cui risulta proprio ideale: quando lo spazio a disposizione è ridotto. Questa tipologia di lavabo, infatti, consente di sfruttare fino all’ultimo centimetro di superficie del top.

 

2. Integrato

Variante al sistema precedente, i lavabi integrati sono realizzati con lo stesso materiale del piano di appoggio e non presentano soluzioni di continuità tra il top e le vasche. Si caratterizzano, inoltre, per un design lineare e pulito. È da preferire, come per la tipologia sottopiano, quando non si dispone di superfici particolarmente ampie e se si ama lo stile minimale.

 

3. Da appoggio

I lavabi da appoggio continuano ad essere i più richiesti, anche perché oltre a riproporre la forma classica del bacile, sono stati reinterpretati dai designer in mille modi diversi. Come ho già detto nei commenti precedenti, non li trovo comodi se poggiati su mensole poco larghe perché rendono meno fruibili le superfici di appoggio. Nel caso contrario, invece, valorizzano il bagno. Un altro caso in cui le ciotole sono consigliate è quando si è in presenza di uno spazio talmente stretto da non consentire l’uso di mobili di profondità regolare. In queste circostanze si realizza un piano di appoggio inferiore anche ai 30 cm e si lasciano sporgere solo i lavabi. Il bagno apparirà più ampio e potremo realizzare mensole e contenitori utili.

 

4.Postazioni separate

Infine consideriamo il caso in cui si abbiano due lavabi separati. Questa soluzione si sposa bene agli ambienti a pianta irregolare o particolarmente allungata. Infatti il lavabo si sdoppia consentendo un’organizzazione più razionale dello spazio, con l’ulteriore beneficio di godere di due postazioni totalmente autonome. Nel caso in foto i lavelli poggiano su due pareti differenti, ma il principio risulta altrettanto valido quando affiancati nella stessa quinta.