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Category "News"

TEMPORARY SALES

10 Febbraio 2019

Una selezione di prodotti altamente ricercati tra cui: gioielli scultura, outfit e arredamento d’interni, si incontrano per dare vita ad una fantastica collaborazione tutta al femminile con prodotti in esclusiva per questo 2019.

Scatti rubati al  TEMPORARY SALES presentato da Chiara Voliani presso il prestigioso studio Vegni Design. Grazie per averci reso partecipe con i nostri prodotti!

 

TEMPORARY SALES

30 Gennaio 2019

Una selezione di prodotti altamente ricercati tra cui: gioielli scultura, outfit e arredamento d’interni, si incontrano per dare vita ad una fantastica collaborazione tutta al femminile con prodotti in esclusiva per questo 2019.

Scatti rubati dell’inaugurazione del TEMPORARY SALES presentato da Chiara Voliani presso il prestigioso studio Vegni Design. Grazie per averci reso partecipe con i nostri prodotti! Tutti i prodotti altamente ricercati saranno esposti fino al 3 Febbraio nello studio VEGNI DESIGN in VIA EMILIA BOSSO IN PALAZZI TRIVELLI, 16 – PISA

 

Le autorizzazioni per realizzare un bagno secondario

21 Gennaio 2019

Disporre di un secondo bagno è una comodità da non sottovalutare, specialmente al mattino, quando tutta la famiglia si prepara per uscire o quando amici e parenti si fermano a dormire. Nel caso in cui si avesse lo spazio, quali sono le autorizzazioni per realizzare il bagno di servizio? La normativa per ricavare un secondo bagno piccolo è diversa rispetto al bagno principale. Scopriamo assieme cosa serve.

 

Meno m² per il bagno di servizio

Ritagliare in casa lo spazio per il secondo bagno è più semplice perché la maggioranza dei Regolamenti Edilizi comunali non impone misure minime di larghezza o metri quadrati per il bagno di servizio, se nell’appartamento è già presente un bagno principale a norma.

 

Non occorre inserire tutti i sanitari

Sempre nell’ottica di risparmiare spazio è utile sapere che per il bagno secondario non è obbligatorio inserire tutti i sanitari (lavabo, vaso, bidet, doccia o vasca) ai sensi dell’art. 7 Decreto Ministeriale 5 luglio 1975, salvo regole più restrittive imposte dal Comune.Così per il bagno di servizio nella zona giorno si potrà optare per il solo lavabo e vaso o per il bagno in camera rinunciare al bidet a favore di una comoda doccia.

 

Occhio all’altezza minima

Lo stesso DM 5 luglio 1975 già citato prevede che l’altezza del bagno, sia principale che secondario, non possa essere inferiore a 240 cm e questa regola è valida anche nel caso di soffitto inclinato, per cui anche il bagno di servizio in mansarda dovrà avere il soffitto con un’altezza media non inferiore a 240 cm.

 

La finestra non è necessaria

Anche per il secondo bagno è necessario assicurare il ricambio di aria, anche se la maggioranza dei Comuni ammette che questo possa avvenire con un sistema di ventilazione meccanica anziché con una finestra vera e propria. L’importante è che la captazione dell’aria avvenga dall’esterno dell’edificio e che l’impianto di ventilazione sia mantenuto in perfetta efficienza.

 

La colonna degli scarichi è indispensabile

Il vincolo principale alla realizzazione del bagno secondario dove vorremmo è la disponibilità nel raggio di circa 4 metri della colonna degli scarichi per le acque reflue; senza questa non è possibile realizzare il secondo bagno neppure con la dotazione di un sistema di triturazione e spinta tipo Sanitrit.

 

Cosa occorre presentare al Comune

Per la costruzione del secondo bagno di una casa esistente è sempre necessario presentare una pratica in Comune firmata da un professionista iscritto all’Albo (architetto, ingegnere, geometra). La tipologia di pratica dipende dal tipo di lavori da effettuare. Occorrerà la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) nel caso non si effettuino opere alle strutture né cambi d’uso dei locali, oppure la Segnalazione Certificata di inizio Attività (SCIA) nel caso si effettuino opere alle pareti portanti o si cambi la destinazione d’uso, ad esempio trasformando in mansarda abitabile la vecchia soffitta.

 

Cosa occorre presentare all’ex Catasto

Una volta terminati i lavori di realizzazione del bagno è necessario presentare la variazione catastale presso l’Agenzia delle Entrate settore Territorio (ex Catasto). Questo documento è redatto da un tecnico iscritto all’Albo (architetto, ingegnere, geometra) e contiene la planimetria aggiornata di tutta l’abitazione ed è obbligatorio perché incide sulla rendita dell’immobile e di conseguenza sulla tassazione legata al possesso della casa.

Ed infine… un buon progetto per ottimizzare gli spazi!

Specialmente per il bagno secondario, dove gli spazi sono ridotti e non di rado la pianta è di forma irregolare, una buona progettazione fa la differenza sia nella scelta della disposizione dei sanitari, che devono risultare comodamente fruibili, sia nello studio di arredi e luci, che garantiscono la piacevolezza estetica del bagno.

8 Errori da evitare quando si progetta il bagno

14 Gennaio 2019

Il nostro team di professionisti ci spiega cosa bisogna ricordarsi di valutare quando si progetta un nuovo bagno. 

L’esperienza insegna e l’obiettivo è creare un ambiente funzionale ma anche bello, tagliato su misura per chi lo utilizzerà.

Ecco 8 cose da evitare per riuscire in questa non semplice operazione.

 

1. Inseguire le tendenze 

Lasciarsi ispirare da ciò che vediamo su una rivista oppure in un’altra casa può essere utile a scoprire prodotti e soluzioni a cui non avevamo pensato. Tuttavia, affidarsi solo all’effetto novità, trascurando le nostre reali esigenze, può ripercuotersi negativamente sull’effetto finale. Che rischia di essere bello, ma poco funzionale. 

 

2. Ostacolare la fluidità dei movimenti

Anche se la pianta ci consente di inserire tanti elementi di arredo, è bene valutare se dopo averli posizionati tutti ci si riesca ancora a muovere agevolmente. Attenzione anche alle distanze tra i vari elementi e in particolare tra i sanitari. 

 

3. Accontentarsi delle misure standard

Le aziende e la prassi indicano delle altezze standard per l’istallazione del lavabo e degli altri elementi. Ciò che conta davvero è la fisicità di chi li utilizzerà e quindi le esigenze individuali.Un esempio banale? Se siamo più alti della media, anche il lavabo va montato un po’ più in alto e viceversa. Un piccolo accorgimento importante per favorire il comfort in bagno.

 

4. Sottovalutare la scelta e la posizione del termoarredo

Un’altra raccomandazione riguarda il termoarredo, che va scelto con cura e lungimiranza. Anche un semplice scaldasalviette è importante per rendere il bagno accogliente e funzionale. Quindi valutiamo tipologia, dimensioni e posizionamento con attenzione.

 

5. Trascurare la necessità di cassetti e altri contenitori 

Tutti i bagni richiedono uno spazio destinato ai prodotti e agli accessori. E spesso si cade nell’errore di rimandare il problema, pensando di poter ovviare con armadietti oppure cassettiere da aggiungere a lavori ultimati.  Il rischio è di non avere lo spazio adeguato, quindi anche il contenimento deve essere inserito in fase progettuale spiegano i nostri professionisti.

 

6. Scegliere illuminazioni troppo intense 

Una delle ultime regole riguarda la luce del bagno che deve essere confortevole, quindi sono sconsigliate illuminazioni intense in generale. È da evitare, in particolare, la luce posta di fronte allo specchio perché ne saremmo abbagliati.

 

7. Installare la vasca a tutti i costi

Sono disponibili vasche di dimensioni ridotte e questo è un bene, perché in un bagno piccolo si può inserire un modello più corto. Ma siamo sicuri che vada bene per noi? In effetti se vogliamo fare un bagno rilassante ma poi un terzo del nostro corpo rimane fuori dall’acqua forse è meglio optare per un ampio box doccia.

 

8. Ragionare per compartimenti stagni

Nella progettazione del bagno ciascun elemento è in dialogo con gli altri. Questo vuol dire che, come suggerisce il nostro team, «per creare un insieme armonico, occorre considerare contemporaneamente i vari aspetti, in un raffronto costante fra tutti gli elementi».

Adeguarsi a uno stile di vita nuovo

3 Gennaio 2019

Fino a poco tempo fa il doppio lavello in bagno era legato all’idea di lusso e confort relegato ai bagno di design degli hotel. Oggi, invece, avere il doppio lavabo significa adeguarsi a uno stile di vita nuovo, in cui si utilizza il bagno anche in due, per prepararsi velocemente prima di uscire di casa. O all’idea che ognuno deve avere il proprio spazio; una postazione privata dove disporre e riporre oggetti e prodotti privati, compagni fidati di riti quotidiani.

II lavello doppio non è dunque mero oggetto di design, bensì una comoda soluzione che trova spazio anche in ambienti contenuti se si usano i giusti accorgimenti.

• Prediligere la funzionalità •

Disporre di uno spazio comodo deve orientare a scelte razionali che risultino massimamente funzionali. L’idea alla base di un bagno con due lavabi è di potersi lavare, radere o truccarsi in due nello stesso momento e con la massima comodità. Se lo spazio lo permette, allontanate il più possibile i lavabi così da evitare “scontri” che potrebbero portare a sbavature del rossetto o tagli sul viso… Magari rinuncerete a un design di grande effetto ma inizierete la giornata con un umore migliore.

 

• Occhio all’illuminazione •

L’illuminazione del bagno è sempre importante, soprattutto quella funzionale dello specchio, sulla quale bisogna riflettere. Una fonte luminosa a soffitto procurerà la luce generale per le consuete attività, ma sarà necessaria una luce supplementare per facilitare le operazioni di rasatura e di maquillage allo specchio. Nel caso di doppio lavabo, una sola sorgente luminosa centrale genererebbe ombre fastidiose sui volti. È importante, dunque, disporre di due luci, una a servizio di ogni lavello, e una fonte continua, e posizionate in modo da evitare effetti chiaroscurali.

 

Più tipologie: quale scegliere?

Una volta capito di quanto spazio abbiamo bisogno per il nostro doppio lavabo, vediamo adesso quale tipologia è preferibile per ogni caso.

1. Sottopiano

Il bacile sottopiano si dimostra molto comodo se pensiamo alla pulizia e all’ordine del mobile bagno. Ma c’è un caso in cui risulta proprio ideale: quando lo spazio a disposizione è ridotto. Questa tipologia di lavabo, infatti, consente di sfruttare fino all’ultimo centimetro di superficie del top.

 

2. Integrato

Variante al sistema precedente, i lavabi integrati sono realizzati con lo stesso materiale del piano di appoggio e non presentano soluzioni di continuità tra il top e le vasche. Si caratterizzano, inoltre, per un design lineare e pulito. È da preferire, come per la tipologia sottopiano, quando non si dispone di superfici particolarmente ampie e se si ama lo stile minimale.

 

3. Da appoggio

I lavabi da appoggio continuano ad essere i più richiesti, anche perché oltre a riproporre la forma classica del bacile, sono stati reinterpretati dai designer in mille modi diversi. Come ho già detto nei commenti precedenti, non li trovo comodi se poggiati su mensole poco larghe perché rendono meno fruibili le superfici di appoggio. Nel caso contrario, invece, valorizzano il bagno. Un altro caso in cui le ciotole sono consigliate è quando si è in presenza di uno spazio talmente stretto da non consentire l’uso di mobili di profondità regolare. In queste circostanze si realizza un piano di appoggio inferiore anche ai 30 cm e si lasciano sporgere solo i lavabi. Il bagno apparirà più ampio e potremo realizzare mensole e contenitori utili.

 

4.Postazioni separate

Infine consideriamo il caso in cui si abbiano due lavabi separati. Questa soluzione si sposa bene agli ambienti a pianta irregolare o particolarmente allungata. Infatti il lavabo si sdoppia consentendo un’organizzazione più razionale dello spazio, con l’ulteriore beneficio di godere di due postazioni totalmente autonome. Nel caso in foto i lavelli poggiano su due pareti differenti, ma il principio risulta altrettanto valido quando affiancati nella stessa quinta.

Talking About Design & Jewelry

29 Ottobre 2018

Venerdì 26 Ottobre, in collaborazione con il Rotary Club Cascina,  si è svolto l’evento di solidarietà, presso la nostra sede, a favore dei territori colpiti dall’incendio del Monte Serra. E’ stata una bellissima occasione per parlare di design e gioielleria tra arte e innovazione e gustando insieme un buon aperitivo. Ringraziamo la Dott.ssa Candida Virgone che ha moderato l’incontro, e ringraziamo gli ospiti che hanno contribuito ad esporre i propri prodotti: Danila Bonito – Giornalista Rai e Scrittrice, Chiara Voliani – che ha rappresentato in esclusiva il marchio GMCollections Gioielli e Balducci Design.

E un grazie speciale va a tutti i nostri clienti che hanno aderito all’iniziativa!

Ecco svelato qualche scatto della serata!

 
   

Piastrelle Azzurre per Bagni che Infondono Tranquillità

19 Ottobre 2018

L’azzurro è il colore che più facilmente associamo all’acqua e alla pulizia, è un colore tenue e distensivo, perfetto per chi

cerca un rivestimento adatto a un bagno che sia vivace ma discreto.

Ecco dunque alcuni esempi di piastrelle azzurre posate in bagni di dimensioni e stili diversi.

1. Azzurro sfumato, a tutta parete

Sembra quasi di stare sott’acqua, in questo bagno in cui tutte le pareti sono rivestite da mattonelle in azzurro sfumato, con posa

sfalsata, a tutta altezza. Tutt’altro che eccessivo, l’effetto è equilibrato e piacevole.

2. Piccolo formato per la parete della vasca

Con una mattonella simile ma in formato più piccolo, possiamo rivestire anche la sola parete della vasca.

L’effetto è più discreto, ma altrettanto interessante.

3. Stesso formato, posa diversa

Altro esempio di formato rettangolare, gestito in modo diverso dai precedenti. Qui le mattonelle azzurre sono posate solo sulla parete doccia con uno schema e sulla parete del lavabo con un altro schema orizzontale.

Le due pose diverse creano un effetto dinamico, pur utilizzando stesso colore e formato.

4. Squame e disegno geometrico

Le ritroviamo in questo bellissimo e dinamico esempio, in un riuscito abbinamento con un formato geometrico per il pavimento.

5. Tinta unita e decoro

Una buona soluzione per non esagerare con la decorazione è abbinarla a una tinta unita.

In questo caso abbiamo mattonelle con motivo floreale azzurro accostate a piccoli rettangoli posati a spina di pesce.

6. Decoro geometrico solo sulla parete

Qui il decoro è geometrico e posato solo sulla parete, in abbinamento a una porzione di muro lasciata a vista, senza rivestimento.

7. Floreale e geometrico in posa patchwork

Fiori e geometrie qui si intrecciano, in un formato standard posato su due pareti che si guardano.

8. Rettangolare e iridescente

Infine, un altro esempio di rivestimento dall’effetto deciso è questo in cui la mattonella azzurra iridescente, quasi argentata,

si fa notare ed è saggiamente abbinata a rivestimenti da pavimento bianchi e discreti.

Novità Cersaie Arredo Bagno 2019

12 Ottobre 2018

Anche quest’anno Edilcomes era presente a Cersaie, il Salone Internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredo bagno, per cercare tutte le nuove tendenze 2019 da offrirvi nei prossimi progetti che ci richiederete!

Ecco quindi quali saranno secondo noi le soluzioni protagoniste per il progetto del bagno 2019.

1. Piastrelle coordinate 

Perché limitarsi a un solo formato e a un’unica tonalità di piastrelle per il bagno? Oggi è possibile sbizzarrirsi scegliendo diversi tipi di rivestimenti per dare un tocco unico alla stanza, con stile. Molte aziende, infatti, creano a monte collezioni di piastrelle con formati, finiture, disegni e colori diversi che si abbinano perfettamente, favorendo la creatività dei progettisti.

2. Formati: il rettangolo va riconsiderato?

La sperimentazione di formati e pose di piastrelle non smette di stupire, ma sembra che il classico rettangolo 10×20, 10×30, 11×25 sia tornato alla ribalta, complice la tendenza delle piastrelle in stile metropolitana francese.

La fuga diventa protagonista: non più solo una necessità, ma realizzata larga in modo che sia bene in evidenza, in contrasto con il colore delle piastrelle.

La posa in verticale con piastrelle allineate è tornata ad essere molto di tendenza.

Un’idea alternativa al rettangolo 10×20 è quella di sceglierlo in versione mosaico, anche in questo caso posato in verticale invece che orizzontale; i rettangoli disallineati creano l’effetto “parete di mattoncini”.

3. Texture 3D

I decori a rilievo su piastrelle di gres e ceramica non smettono di stupire. In particolare, sui rivestimenti di colore bianco puro, sia lucidi che opachi, creano un effetto molto gradevole che non annoia. 

4. Colori pastello

Se le piastrelle grigie, bianche ed effetto marmo rimangono le regine indiscusse per rivestimenti e pavimenti del bagno, la nota di colore che più si è imposta è quella del verde salvia, seguita dal marsala e rosa pastello.

Non solo per le piastrelle, ma anche per arredi, sanitari e accessori.

5. Rubinetteria nera

Il bagno bianco e nero piace, e molto. Il settore rubinetteria segue il trend proponendo il nero (o il bianco) non più come finitura in più per ampliare l’offerta base (quella dei rubinetti cromati acciaio, per intenderci), ma elaborando l’estetica di nuovi prodotti pensati fin dall’inizio in questo raffinato colore.

6. Pulizia sanitari

Il design del wc (e delle sue componenti) si concentra su migliorie dal punto di vista dell’igiene: dalle tavolette che si staccano in un click all’eliminazione della brida, il bordo interno del water.

7. Lavabi da appoggio

Questa tipologia regna sovrana nei cataloghi di tutte le aziende. Tondi, ovali, rettangolari, dalle linee organiche che ricordano un ciottolo di fiume o sottilissimi e squadrati per un gusto più minimal, in ceramica o solid surface, bianchi, colorati o con finiture effetto pietra naturale.

 

Doccia a Filo Pavimento: angolare, walk-in o in muratura?

1 Ottobre 2018

Scoprite soluzioni e i consigli per realizzare la vostra doccia ideale

Elegante, pratica e moderna, la doccia a filo pavimento si impone sempre più come una scelta di tendenza per i bagni contemporanei.

L’idea di spazio e comodità che offre, infatti, è irresistibile. Ma è realizzabile ovunque? Le diverse soluzioni di installazione oggi esistenti, adatte sia ad ambienti di nuova costruzione sia ristrutturati, consentono di far fronte ai vincoli tecnici di qualsiasi bagno garantendo così una perfetta impermeabilizzazione.

1. Cubo in cristallo

In un bagno abbastanza ampio, una doccia interamente circondata da pareti in cristallo è ideale per scongiurare il rischio di eventuali schizzi d’acqua. Questa soluzione ha il doppio pregio di dare vita ad un ambiente arioso, quindi confortevole, senza tuttavia saturare lo spazio. Anche se il concetto di “a filo pavimento” (per definizione installazione aperta, senza box doccia) non è rispettato alla lettera in questo bagno, è possibile comunque individuarne le caratteristiche principali: facilità di accesso, piatto doccia extra-large e rubinetteria incassata.

 

2. Modello walk-in

In questo bagno australiano la doccia è delimitata da una sola parete in cristallo. In genere, si consiglia di installare una parete doccia alta 2 metri e lunga da 120 a 150 centimetri in modo da evitare schizzi d’acqua. Per garantire la sicurezza, prediligete un cristallo di 8 millimetri di spessore fissandolo alla parete con un elegante profilo, così da donare un tocco raffinato. Installata senza piatto doccia su un massetto idrorepellente, questa doccia è dotata di una canaletta di scarico sifonata incassata a terra. La scelta di prolungare il rivestimento in piastrelle del pavimento all’interno della doccia crea continuità dando vita a uno stile dal design essenziale per una perfetta resa estetica.

 

 

3. Nicchia in muratura totalmente rinnovata

Se desiderate una soluzione elegante e salvaspazio, potete approfittare della totale rimessa a nuovo del vostro bagno per installare la doccia a filo pavimento in una nicchia strutturale della stanza o un vecchio armadio a muro, facendo attenzione a rispettare le dimensioni minime indispensabili per la realizzazione. Per conferire un maggiore senso d’intimità, optate per un cristallo satinato o serigrafato.

 

Ottimizzare il Bagno con Pareti e Nicchie in Muratura

21 Settembre 2018

Un adeguato intervento in muratura aiuta a gestire ingombri e spazi irregolari nel bagno migliorandone anche lo stile.

Il bagno ha una pianta stretta o irregolare? Oppure talmente ampia da risultare dispersivo? In questi casi la gestione degli spazi può sembrare un gioco di prestigio ma una soluzione c’è: inserire elementi in muratura e su misura, per collocare tutti gli arredi necessari, e dare anche un bel movimento agli interni. Pareti e supporti di questo tipo hanno costi contenuti e possono essere decorati e interpretati con stile. Ecco alcuni esempi di bagni in muratura che presentano diverse soluzioni per ottimizzare gli spazi.

Il bagno è stretto e lungo? La risposta è una colonna In un bagno stretto e lungo in cui non si voglia no collocare gli arredi su una parete unica, la soluzione è una colonna che lasci passare la luce e che possa ospitare un lavabo sospeso da un lato e una vasca da bagno – oppure i sanitari dall’altro. A vantaggio dello stile e della funzionalità.

Una nicchia angusta si trasforma in vasca Il vantaggio della muratura è la possibilità di intervenire su misura. Ad esempio, inserendo una vasca da bagno in una sezione angusta della stanza, chiudendo una nicchia nel punto giusto e inserendo due pratici gradini. Con il rivestimento giusto, il risultato è spettacolare.

La curva può diventare zona doccia Ricavare zona lavabo e doccia nell’angolo curvo del bagno? Sembra una sfida impossibile da vincere, ma invece la soluzione è costruire una parete in cui far passare i tubi, che allo stesso tempo chiuda lo spazio necessario alla doccia.

In cerca di privacy e divisione funzionale? Se invece abbiamo un ambiente con una pianta regolare e molto ampia, il bagno può risultare vuoto nella parte centrale e poco ospitale. Creare una divisione, con una parete, è utile sia a dare all’ambiente il giusto ritmo, sia a creare un angolo di privacy in cui, ad esempio, inserire i sanitari.

Decoro a tutta altezza a supporto della vasca Può anche succedere che non vi sia una parete libera e idonea all’istallazione della vasca che va quindi collocata a centro stanza. Ciò è possibile inserendo una parete, che abbia lo spessore necessario a contenere le tubazioni.