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Category "News"

L’arte del narrare

24 Settembre 2019

QUANDO SENZA UN RACCONTO, IL PRODOTTO NON ESISTE: L’arte del narrare

Ieri 23 Settembre il team Edilcomes è stato presente al convegno al Palacongressi Fico di Bologna, in cui l’azienda Gessi ci ha saputo raccontare e svelare la filosofia progettuale con la quale lavora e crea i suoi fantastici prodotti di Design. Successivamente anche Oscar Farinetti, uno dei più grandi imprenditori Italiani, un ambasciatore del Made in Italy ci ha raccontato di come il nostro contesto, l’Italia e gli italiani, possano creare un valore enorme da diffondere in tutto il mondo..perché siamo creativi, quando siamo in armonia con il creato circostante.
   

A che altezza è meglio mettere le Piastrelle del Bagno?

10 Settembre 2019

Gli ultimi anni sono stati per la stanza da bagno un tourbillion di mode e tendenze. Abbiamo visto tutto e il suo contrario, col risultato di liberarci da consuetudini stantie e vecchi luoghi comuni. Colori e materiali hanno subito evoluzioni inaspettate, eppure le piastrelle continuano ad essere il rivestimento prediletto per il bagno, anche oggi che vernici, resine ed altre finiture non le rendono più necessarie.

Ma qual’è l’altezza ideale per rivestire le pareti del bagno?

Stai pensando di rifare il tuo bagno? Un professionista saprà consigliarti sull’altezza giusta in base alla tua metratura e ai tuoi sanitari.

 

Fino a qualche anno fa l’altezza fina a cui bisognava piastrellare le pareti del bagno era obbligata. Le normative in materia di igiene, infatti, obbligavano a rivestire le pareti dei servizi igienici privati fino a due metri, proprio come per i bagni dei pubblici esercizi. Il principio era che le superfici orizzontali e verticali fossero facilmente lavabili, ossia sempre pulite ed igieniche. Oggi invece, che lo stesso livello di igiene delle pareti è ottenuto anche tramite vernici di uso comune, la scelta delle piastrelle per il bagno è una scelta di gusto, personale, così come la loro altezza. 

Cerchiamo di capire assieme quando è meglio preferire una soluzione o l’altra.

Rivestire le pareti fino al soffitto •

Coprire per intero le pareti piastrellandole fino al soffitto è tra le tendenze più forti di queste ultime stagioni. E non solo per la stanza da bagno. È un modo per creare un effetto décor di impatto ed elegante soprattutto quando si utilizzano piastrelle di grande formato, raggiungendo 2,80 metri (o più) di altezza. 

Semplifica inoltre le operazioni di pulizia ed evita di dover ritinteggiare le pareti per eliminare sporco e muffe.

Quando

E’ consigliato nel caso in cui si disponga di ambienti ampi e luminosi per conferire importanza ed esclusività o, al contrario, di una superficie piccola e irregolare. In quest’ultimo caso la scelta di una piastrella di grande formato e dai toni neutri può aiutare a regolarizzare lo spazio facendolo apparire più lineare e uniforme.

 

Piastrellare le pareti fino alla porta • 

Era questa l’altezza più usata fino a non molto tempo fa, grazie al fatto di coincidere con la normativa in materia di igiene cui abbiamo accennato. L’altezza media delle porte in commercio, infatti, è di 2,10 metri. Quest’altezza risulta inoltre comoda sotto l’aspetto igienico. Per pulire le superfici piastrellate, infatti, non ci sarà bisogno di salire su scale o sgabelli, come nel caso visto al punto precedente.

Quando

La posa fino alla sommità delle porte è ideale nel caso di bagni dalle dimensioni medie e ben illuminati e quando si vogliano utilizzare ceramiche che creino un pattern o un disegno alle pareti. È l’altezza da consigliare anche quando la doccia si trova nelle immediate vicinanze.

 

 • Rivestire le pareti ad altezza di sguardo

Una soluzione poco comune ma ugualmente valida prevede di piastrellare le pareti del bagno fino a 1,70-1,80 metri circa. Si garantisce igiene e protezione delle superfici verticali, proteggendo da schizzi e abrasioni fin dove possono effettivamente creare problemi. Al contempo si dà vita a superfici sufficientemente ampie per valorizzare texture e decori che caratterizzano le piastrelle.

Quando

Se il bagno è poco luminoso, lasciare una fascia di circa un metro, tra le piastrelle e il soffitto, per tinteggiarla di bianco o di un colore chiaro aiuta a illuminare l’ambiente

 

Piastrellare a metà parete

Tendenza assai comune, ancor più all’estero, coniuga estetica e costi contenuti. Motivo per cui è particolarmente utilizzata per i secondi bagni. Le altezze di riferimento di questo modello di posa sono due: 1,50 e 1,20 metri. 

Quando

In tutti i casi in cui spazi ristretti o budget limitati non devono infrangere il sogno di avere un bagno bello e dal forte design.

   

• Rivestire le pareti ad altezze differenti • 

Piastrelle ad altezze diverse, dunque, per esigenze e gusti differenti. Ma niente vieta di rivestire le pareti del bagno a quote differenti così da avere piastrelle fino in alto in quei punti più soggetti a schizzi e condensa e a mezza parete nei punti in cui c’è meno bisogno di protezione. È un modo per contenere i costi dando al contempo un tocco di movimento e vivacità.

Quando

In presenza di un ambiente dalla pianta regolare ma monotono in cui le piastrelle ad altezza differente (ed anche con fantasie o colori diversi) conferiscono stile e personalità.

   

• Rivestire le pareti con inserti di ceramica •

Chiudiamo la nostra piccola carrellata di suggerimenti con una scelta di posa che procede quasi per sottrazione. È il caso di chi forse non ama i rivestimenti ceramici o predilige un’estetica rarefatta, dallo spirito minimalista. Il principio è rivestire solo là dove serve, dove è strettamente necessario per la presenza dell’acqua – quindi lavello e doccia. Stiamo parlando di quei casi in cui, in alternativa, bisognerebbe ricorrere alle resine o ad altri trattamenti protettivi decisamente più cari.

Quando

Ottimo per il bagno degli ospiti, per una stanza da bagno che non sia utilizzata quotidianamente da tutta la famiglia.

     

Colazioni da Tiffany

2 Agosto 2019

Siamo alla continua ricerca di soluzioni sempre nuove e al passo con la società e le sue richieste! In questo articolo viene raccontato “Colazioni da Tiffany” un incontro dove abbiamo avuto modo di scoprire 3 progetti innovativi, firmati Salis, che ci hanno cambiato il modo di vedere il “parquet”. Una continua attività di ricerca e sviluppo permette al nostro Staff di essere costantemente aggiornato sulle ultime tendenze in merito a materiali, finiture e soluzioni di Interior Design.

Le risposte alle domande più frequenti sui Bagni in Resina

16 Maggio 2019

Utilizzo, realizzazione, vantaggi e svantaggi: tutte le risposte alle domande più frequenti per chi vorrebbe ma..Scopriamo cosa è importante sapere sull’argomento per essere preparati e fare le scelte giuste in fase di progettazione o realizzazione.

 

1. La resina è adatta all’ambiente bagno? La risposta è sì: la resina è adatta all’ambiente bagno. La sua composizione, infatti, la rende particolarmente resistente all’acqua e all’umidità, caratteristica fondamentale per un bagno. È un materiale duraturo e versatile, altamente igienico, essendo privo di fughe, e facile da pulire.

Oltre a questi aspetti puramente pratici, ciò che porta a scegliere la resina è la possibilità che il materiale offre di dare un tocco di unicità e bellezza al bagno. Può essere, infatti, modellato secondo le forme più varie e colorato in base alla scelta effettuata tra infinite opzioni cromatiche. Questo fa sì che sia particolarmente indicato e preferito per la realizzazione di bagni senza piastrelle, unici e interamente personalizzabili, soprattutto con l’aiuto di un professionista capace di interpretare i gusti e i desideri del proprietario, guidandolo verso la scelta migliore.  

 

2. Come è meglio usare la resina in bagno? Il materiale è molto versatile e si presta facilmente a diversi utilizzi. È frequente, principalmente nei bagni moderni, la posa di un pavimento in resina o l’applicazione su pareti. L’utilizzo del materiale in questo senso si muove in due direzioni: l’abbinamento con altri tipi di pavimenti o rivestimenti (gres, legno, ceramica) o la realizzazione in toto. Questa strada è seguita da chi preferisce sfruttare la possibilità di creare una superficie continua. A volte questa continuità viene spinta anche all’interno del box doccia, dove la resina, oltre a ricoprire le pareti al posto del rivestimento in piastrelle, va a sostituire anche il piatto doccia, configurandosi come un’originale soluzione in opera.

   

Anche gli altri sanitari, come il top del lavabo e il vano vasca da bagno, possono essere rifiniti con questo materiale. Se si opta per questa soluzione, a partire dai disegni di progetto, è possibile ottenere una superficie continua, capace di abbracciare qualsiasi forma e di assumere il colore più adatto all’ambiente, oltre che dettato dai gusti del proprietario. A quel punto anche la resina diventerà parte integrante dell’arredo bagno.

3. Quali sono i tempi di realizzazione e di asciugatura? La realizzazione avviene in tempi piuttosto brevi, caratteristica che porta spesso a preferire la resina alle tradizionali ceramiche. Per posarla, infatti, non è necessario rimuovere il materiale esistente. In altre parole, realizzare un bagno in resina sopra le piastrelle già presenti nella stanza è possibile. Ne consegue che, oltre ad abbattere i costi di demolizione, la posa in opera avviene abbastanza velocemente: la preparazione della superficie richiede circa 24-48 ore, mentre dopo la stesura della resina, che viene posata in un arco temporale variabile in base alla superficie da coprire, è necessario attendere circa 3 o 4 giorni prima di calpestarla.

   

In sintesi Per chiudere, ecco un elenco di pro:

  • impermeabilità e resistenza all’umidità, fondamentali per un bagno;
  • igiene e facilità di pulizia, grazie al fatto di generare una superficie continua;
  • resistenza alla formazione di muffe e alla proliferazione di batteri, per l’assenza di fughe;
  • durevolezza nel tempo, per via dell’alta resistenza all’usura e agli agenti chimici;
  • possibilità di rinnovare il prodotto senza interventi invasivi;
  • possibilità di sovrapposizione sull’esistente;
  • versatilità del materiale, che può essere usato per pavimenti, rivestimenti, sanitari ed elementi decorativi;
  • unicità delle decorazioni, perché consente di ottenere effetti diversi a seconda di gusti ed esigenze;
  • varietà di colorazioni.
  E uno di contro:
  • prezzo elevato delle resine artistiche;
  • invecchiamento, che può essere causato da graffi, cadute accidentali di oggetti, abrasioni;
  • possibile comparsa di crepe, rotture e microcavillature, che potrebbero emergere nel caso di piccoli spostamenti del supporto (anche causati da semplice assestamento);
  • scarsa resistenza ai raggi UV da parte di alcune resine, come quella epossidica, che potrebbero ingiallirsi.

Sauna per la casa: da Sogno a Realtà

6 Maggio 2019

Il sogno di avere una sauna in casa può diventare realtà: ecco tutto quello che c’è da sapere!

A partire dalla burocrazia: la buona notizia è che non servono permessi particolari, ma solo un attestato di conformità della linea elettrica o la certificazione a norma della canna fumaria, a seconda di come è alimentata la sauna.

Inoltre, anche gli spazi non devono necessariamente essere maxi.

Per realizzare una sauna domestica, l’aiuto di un’azienda o di un professionista è importante.

 

DOVE REALIZZARLA 

Inoltre, al termine della sauna è consigliabile distendersi su un lettino o una poltrona per una decina di minuti, per rilassarsi e consentire alla pressione sanguigna di ritrovare i valori normali. Per questo sarebbe comodo avere lo spazio dove posizionare i lettini per il momento relax post trattamento.
DIMENSIONI Le misure delle saune sono a discrezione degli spazi che si hanno a disposizione. Esistono anche alcuni modelli che sono poco più grandi di una doccia. Tuttavia una sauna, seppur piccola, dovrebbe permettere a chi la utilizza di sdraiarsi, eventualmente anche con le gambe flesse. Per cui si consiglia una dimensione di almeno 1,6×1,3 metri.
MATERIALI TRA CUI SCEGLIERE È possibile scegliere tra diverse opzioni, ma le sedute devono essere realizzate in legno per evitare scottature. Il legno o altri materiali naturali, come la pietra, sono indicati per il rivestimento. La porta in vetro invece consente di godere di maggiore luminosità. Anche il pavimento è in genere realizzato con lo stesso legno utilizzato per la struttura. Vengono preferite queste essenze: cedro, acero e pioppo. Un particolare: le panche sono prive dei nodi del legno, questo per evitare che l’eventuale resina presente ustioni la pelle. Sono infiniti gli optional che si possono avere a disposizione: oltre alla diffusione di aromi, c’è la possibilità di avere la cromoterapia, o addirittura la diffusione sonora.
TIPI DI SAUNE PER LA TUA CASA Si può optare per una sauna finlandese (che viene chiamata anche sauna secca) dove la temperatura è intorno ai 90-100 °C con umidità del 20%. La biosauna invece ha una temperatura leggermente inferiore, 60-70 °C, ma umidità più alta, 40%. Qui vengono spesso utilizzate essenze aromatiche che aiutano ancora di più a rilassarsi, come anche erbe essiccate e fieno inumidito. E, infine, c’è la sauna a infrarossi –chiamata anche cabina a raggi infrarossi – con temperature sui 50-60 °C». Questa tipologia di sauna, a differenza delle altre non richiede né l’allaccio all’impianto idrico né la presenza di scarichi o di prese d’aria.
CONSUMI Il consumo elettrico di una sauna finlandese è alto, richiede minimo 4,5 kW. Quella ad infrarossi, invece, è più basso: corrisponde ad un consumo di 1,6 kW per seduta. Pensiamo a una sauna classica grande 2×1,4 metri che consuma 4,5 kW a seduta. Potrà incidere sui costi per meno di 2,00 euro a sauna. È bene sapere che, una volta definito il progetto, quindi anche le dimensioni della sauna, è possibile calcolare a priori l’effettivo consumo.
MANUTENZIONE La sauna deve essere aerata dopo l’utilizzo e pulita solo con uno straccio umido. Per il mantenimento è bene utilizzare specifici prodotti, per esempio soluzioni specifiche per il legno e il vetro. In alternativa, è possibile ricorrere anche a una miscela di bicarbonato di sodio e acqua. Consigliamo di verificare mensilmente che non ci siano residui di capelli o tessuti. Un’aspirapolvere permette di eliminare tutto ciò che potrebbe rimanere sul pavimento; una buona abitudine è anche estrarre le assi in legno e, una volta all’anno, se presenti, spostare le pietre. Questi tipi di lavori non richiedono l’intervento di un tecnico specializzato.
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Adesso tocca te! Vorresti realizzare una sauna in casa? O l’hai già fatta? Come ti trovi?
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Via Emilia, 349/A – Ospedaletto, Pisa

9 Idee per rendere un piccolo bagno più Funzionale e Bello

25 Marzo 2019

Il vostro bagno è piccolo e vi piacerebbe che fosse più carino, vivibile e funzionale? Avete un angolino che potreste utilizzare meglio? Desiderate valorizzare la stanza con qualche tocco di stile? Ecco delle semplici idee per renderlo più comodo ma anche più grazioso.

2. Utilizzare con intelligenza l’unica parete libera
In un bagno “difficile”, l’unica parete libera è stata attrezzata, senza ingombrare con pensili e lavorando sull’orizzontalità: un’idea furba da valutare seriamente, perché pratica e non particolarmente onerosa. Se vi trovate in una situazione simile, provate ad aggiungere un’ulteriore mini-mensola, giocate con i colori e con i materiali e pensate ad eventuali aggiunte: due ripiani leggeri sono meglio di uno!
3. Usare una serie di mini mensole
Le mensoline destinate all’interno doccia, acquistabili anche nei negozi dedicati all’arredamento low cost, possono essere usate in modo intelligente: vi aiuteranno a impreziosire, senza rubare spazio, un angolino come questo.
4. Adottare ganci e pinze
Facili da reperire, bastoni e ganci di ogni genere possono diventare la risposta fantasiosa, low cost e di semplice realizzazione che cercavate. Con l’aiuto delle pinze (come si vede in foto), poi, tutti i vostri flaconi saranno pronti all’uso e non occuperanno i preziosissimi centimetri indispensabili sul lavandino!
5. Scegliere accessori multifunzione
Dedicato a quelli che oltre ad avere poco spazio non amano gli armadietti: potete scegliere o costruire un accessorio da bagno con più funzioni.
6. Sviluppare in verticale
Avete la toilette separata dal resto del bagno (in inglese si chiama powder room) o un bagno piccolo dal soffitto alto? Concentratevi sulla zona superiore delle pareti, arredando con specchi e micro mensole, in modo da creare ulteriore spazio funzionale, ma poco ingombrante.
7. Creare più spazio con l’illusione ottica
Avete un bagno piccolo, stretto e lungo o di forma irregolare? Dividete con i colori, delimitate le aree con piastrelle di diverso formato e cambierete subito prospettiva.
8. Illuminare con furbizia
La luce in bagno è importante (soprattutto quando ci si trucca o ci si fa la barba) ma se il bagno è cieco e lo spazio ridotto, diventa indispensabile pensare a una tipologia di illuminazione che tenga conto di tutti questi vincoli (meglio se utilizzate lampadine non eccessivamente potenti, per evitare diventino fastidiose). Quindi, niente lampadari o applique che rubano centimetri ai lati o in alto (a volte in bagni così piccoli anche le altezze sono ridotte al minimo), ma due lampadine per comporre un sistema minimal di illuminazione a soffitto.
9. Ridurre all’essenziale
A volte anche inserire una doccia risulta una missione impossibile: eppure, con stile e scegliendo soluzioni per ambienti “microscopici”, potrete ottenere risultati sorprendenti!

Ti aspettiamo in Via Emilia 349/A – Ospedaletto, Pisa

Vieni a scoprire tutte le nuove soluzioni per l’arredo bagno 2019!

Bagno su Misura: il Box Doccia in Vetro come lo vuoi tu

18 Marzo 2019

L’utilizzo di cristalli disegnati con soluzioni ad hoc donano al bagno pulizia compositiva ed estetica ricercata.

Per questo vengono in aiuto i vetri per box doccia su misura, adattabili a qualsiasi geometria e situazione.

SOLUZIONI ESCLUSIVE

Quando stiamo per configurare gli ambienti della nostra casa, qualsiasi essi siano, sentiamo la necessità di rendere unico qualsiasi dettaglio, anche se piccolo, personalizzando a proprio piacimento oggetti, forme, composizioni. Come avviene per gli arredi o per le decorazioni, anche per il box doccia possiamo avvalerci di creazioni irripetibili, frutto di un design ricercato e flessibile, per soddisfare esigenze in fatto di estetica, praticità e funzionalità.

FORME E DIMENSIONI

È possibile realizzare box doccia su misura di qualsiasi dimensione e forma planimetrica, rettangolari, quadrati, tondi, a curva, a diamante, oppure adattandosi anche alle situazioni dalle geometrie (anche irregolari) più complesse. La personalizzazione delle dimensioni delle lastre di vetro consente di adeguare il box doccia laddove un prodotto di serie avrebbe delle limitazioni derivanti dai limiti del proprio standard,

Così da realizzare vere e proprie mini Spa domestiche, nelle varie declinazioni:

  • Centrale a parete: libero sui tre lati
  • Centrale freestanding: libero sui quattro lati
  • Ad angolo: libero sui due latib
  • A tutta parete: occupa tutto un lato del bagno
  • Walk-in: senza porta
  • Passante: comune a due zone bagno, con due accessi
 

VETRI

Per la realizzazione di box doccia su misura, generalmente si utilizzano vetri temperati dello spessore di 8 o 10 mm, in funzione delle dimensioni delle specchiature e delle performance di resistenza di cui abbiamo bisogno, e possono avere finiture diverse a seconda delle preferenze.

 

SICUREZZA E PERFORMANCE

Nella realizzazione di un box doccia su misura, occorre osservare rigorosamente regole basilari che garantiscano un elevato standard di sicurezza per coniugare le scelte estetiche con l’utilizzo di tecniche e materiali certificati e resistenti. Le lastre di cristallo, i profili, i giunti e le barre di irrigidimento, le canaline ad incasso e i componenti in genere disponibili sul mercato, devono essere assemblati a regola d’arte e rispettare criteri costruttivi ad hoc.

 

NIENTE E’ DI SERIE

I box doccia su misura trovano la massima espressione estetica e compositiva nei bagni dove si ricorre all’utilizzo di piatti doccia e lavorazioni su misura; ricorrere ai marmi, pietre, mosaici, resine o altri materiali su disegno per la composizione dell’ambiente, permette lo studio di soluzioni progettuali distintive, dove l’estetica raffinata ed essenziale è in perfetto equilibrio con la stanza da bagno.

 

 

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Le autorizzazioni per realizzare un bagno secondario

21 Gennaio 2019

Disporre di un secondo bagno è una comodità da non sottovalutare, specialmente al mattino, quando tutta la famiglia si prepara per uscire o quando amici e parenti si fermano a dormire. Nel caso in cui si avesse lo spazio, quali sono le autorizzazioni per realizzare il bagno di servizio? La normativa per ricavare un secondo bagno piccolo è diversa rispetto al bagno principale. Scopriamo assieme cosa serve.

 

Meno m² per il bagno di servizio

Ritagliare in casa lo spazio per il secondo bagno è più semplice perché la maggioranza dei Regolamenti Edilizi comunali non impone misure minime di larghezza o metri quadrati per il bagno di servizio, se nell’appartamento è già presente un bagno principale a norma.

 

Non occorre inserire tutti i sanitari

Sempre nell’ottica di risparmiare spazio è utile sapere che per il bagno secondario non è obbligatorio inserire tutti i sanitari (lavabo, vaso, bidet, doccia o vasca) ai sensi dell’art. 7 Decreto Ministeriale 5 luglio 1975, salvo regole più restrittive imposte dal Comune.Così per il bagno di servizio nella zona giorno si potrà optare per il solo lavabo e vaso o per il bagno in camera rinunciare al bidet a favore di una comoda doccia.

 

Occhio all’altezza minima

Lo stesso DM 5 luglio 1975 già citato prevede che l’altezza del bagno, sia principale che secondario, non possa essere inferiore a 240 cm e questa regola è valida anche nel caso di soffitto inclinato, per cui anche il bagno di servizio in mansarda dovrà avere il soffitto con un’altezza media non inferiore a 240 cm.

 

La finestra non è necessaria

Anche per il secondo bagno è necessario assicurare il ricambio di aria, anche se la maggioranza dei Comuni ammette che questo possa avvenire con un sistema di ventilazione meccanica anziché con una finestra vera e propria. L’importante è che la captazione dell’aria avvenga dall’esterno dell’edificio e che l’impianto di ventilazione sia mantenuto in perfetta efficienza.

 

La colonna degli scarichi è indispensabile

Il vincolo principale alla realizzazione del bagno secondario dove vorremmo è la disponibilità nel raggio di circa 4 metri della colonna degli scarichi per le acque reflue; senza questa non è possibile realizzare il secondo bagno neppure con la dotazione di un sistema di triturazione e spinta tipo Sanitrit.

 

Cosa occorre presentare al Comune

Per la costruzione del secondo bagno di una casa esistente è sempre necessario presentare una pratica in Comune firmata da un professionista iscritto all’Albo (architetto, ingegnere, geometra). La tipologia di pratica dipende dal tipo di lavori da effettuare. Occorrerà la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) nel caso non si effettuino opere alle strutture né cambi d’uso dei locali, oppure la Segnalazione Certificata di inizio Attività (SCIA) nel caso si effettuino opere alle pareti portanti o si cambi la destinazione d’uso, ad esempio trasformando in mansarda abitabile la vecchia soffitta.

 

Cosa occorre presentare all’ex Catasto

Una volta terminati i lavori di realizzazione del bagno è necessario presentare la variazione catastale presso l’Agenzia delle Entrate settore Territorio (ex Catasto). Questo documento è redatto da un tecnico iscritto all’Albo (architetto, ingegnere, geometra) e contiene la planimetria aggiornata di tutta l’abitazione ed è obbligatorio perché incide sulla rendita dell’immobile e di conseguenza sulla tassazione legata al possesso della casa.

Ed infine… un buon progetto per ottimizzare gli spazi!

Specialmente per il bagno secondario, dove gli spazi sono ridotti e non di rado la pianta è di forma irregolare, una buona progettazione fa la differenza sia nella scelta della disposizione dei sanitari, che devono risultare comodamente fruibili, sia nello studio di arredi e luci, che garantiscono la piacevolezza estetica del bagno.

8 Errori da evitare quando si progetta il bagno

14 Gennaio 2019

Il nostro team di professionisti ci spiega cosa bisogna ricordarsi di valutare quando si progetta un nuovo bagno. 

L’esperienza insegna e l’obiettivo è creare un ambiente funzionale ma anche bello, tagliato su misura per chi lo utilizzerà.

Ecco 8 cose da evitare per riuscire in questa non semplice operazione.

 

1. Inseguire le tendenze 

Lasciarsi ispirare da ciò che vediamo su una rivista oppure in un’altra casa può essere utile a scoprire prodotti e soluzioni a cui non avevamo pensato. Tuttavia, affidarsi solo all’effetto novità, trascurando le nostre reali esigenze, può ripercuotersi negativamente sull’effetto finale. Che rischia di essere bello, ma poco funzionale. 

 

2. Ostacolare la fluidità dei movimenti

Anche se la pianta ci consente di inserire tanti elementi di arredo, è bene valutare se dopo averli posizionati tutti ci si riesca ancora a muovere agevolmente. Attenzione anche alle distanze tra i vari elementi e in particolare tra i sanitari. 

 

3. Accontentarsi delle misure standard

Le aziende e la prassi indicano delle altezze standard per l’istallazione del lavabo e degli altri elementi. Ciò che conta davvero è la fisicità di chi li utilizzerà e quindi le esigenze individuali.Un esempio banale? Se siamo più alti della media, anche il lavabo va montato un po’ più in alto e viceversa. Un piccolo accorgimento importante per favorire il comfort in bagno.

 

4. Sottovalutare la scelta e la posizione del termoarredo

Un’altra raccomandazione riguarda il termoarredo, che va scelto con cura e lungimiranza. Anche un semplice scaldasalviette è importante per rendere il bagno accogliente e funzionale. Quindi valutiamo tipologia, dimensioni e posizionamento con attenzione.

 

5. Trascurare la necessità di cassetti e altri contenitori 

Tutti i bagni richiedono uno spazio destinato ai prodotti e agli accessori. E spesso si cade nell’errore di rimandare il problema, pensando di poter ovviare con armadietti oppure cassettiere da aggiungere a lavori ultimati.  Il rischio è di non avere lo spazio adeguato, quindi anche il contenimento deve essere inserito in fase progettuale spiegano i nostri professionisti.

 

6. Scegliere illuminazioni troppo intense 

Una delle ultime regole riguarda la luce del bagno che deve essere confortevole, quindi sono sconsigliate illuminazioni intense in generale. È da evitare, in particolare, la luce posta di fronte allo specchio perché ne saremmo abbagliati.

 

7. Installare la vasca a tutti i costi

Sono disponibili vasche di dimensioni ridotte e questo è un bene, perché in un bagno piccolo si può inserire un modello più corto. Ma siamo sicuri che vada bene per noi? In effetti se vogliamo fare un bagno rilassante ma poi un terzo del nostro corpo rimane fuori dall’acqua forse è meglio optare per un ampio box doccia.

 

8. Ragionare per compartimenti stagni

Nella progettazione del bagno ciascun elemento è in dialogo con gli altri. Questo vuol dire che, come suggerisce il nostro team, «per creare un insieme armonico, occorre considerare contemporaneamente i vari aspetti, in un raffronto costante fra tutti gli elementi».

Adeguarsi a uno stile di vita nuovo

3 Gennaio 2019

Fino a poco tempo fa il doppio lavello in bagno era legato all’idea di lusso e confort relegato ai bagno di design degli hotel. Oggi, invece, avere il doppio lavabo significa adeguarsi a uno stile di vita nuovo, in cui si utilizza il bagno anche in due, per prepararsi velocemente prima di uscire di casa. O all’idea che ognuno deve avere il proprio spazio; una postazione privata dove disporre e riporre oggetti e prodotti privati, compagni fidati di riti quotidiani.

II lavello doppio non è dunque mero oggetto di design, bensì una comoda soluzione che trova spazio anche in ambienti contenuti se si usano i giusti accorgimenti.

• Prediligere la funzionalità •

Disporre di uno spazio comodo deve orientare a scelte razionali che risultino massimamente funzionali. L’idea alla base di un bagno con due lavabi è di potersi lavare, radere o truccarsi in due nello stesso momento e con la massima comodità. Se lo spazio lo permette, allontanate il più possibile i lavabi così da evitare “scontri” che potrebbero portare a sbavature del rossetto o tagli sul viso… Magari rinuncerete a un design di grande effetto ma inizierete la giornata con un umore migliore.

 

• Occhio all’illuminazione •

L’illuminazione del bagno è sempre importante, soprattutto quella funzionale dello specchio, sulla quale bisogna riflettere. Una fonte luminosa a soffitto procurerà la luce generale per le consuete attività, ma sarà necessaria una luce supplementare per facilitare le operazioni di rasatura e di maquillage allo specchio. Nel caso di doppio lavabo, una sola sorgente luminosa centrale genererebbe ombre fastidiose sui volti. È importante, dunque, disporre di due luci, una a servizio di ogni lavello, e una fonte continua, e posizionate in modo da evitare effetti chiaroscurali.

 

Più tipologie: quale scegliere?

Una volta capito di quanto spazio abbiamo bisogno per il nostro doppio lavabo, vediamo adesso quale tipologia è preferibile per ogni caso.

1. Sottopiano

Il bacile sottopiano si dimostra molto comodo se pensiamo alla pulizia e all’ordine del mobile bagno. Ma c’è un caso in cui risulta proprio ideale: quando lo spazio a disposizione è ridotto. Questa tipologia di lavabo, infatti, consente di sfruttare fino all’ultimo centimetro di superficie del top.

 

2. Integrato

Variante al sistema precedente, i lavabi integrati sono realizzati con lo stesso materiale del piano di appoggio e non presentano soluzioni di continuità tra il top e le vasche. Si caratterizzano, inoltre, per un design lineare e pulito. È da preferire, come per la tipologia sottopiano, quando non si dispone di superfici particolarmente ampie e se si ama lo stile minimale.

 

3. Da appoggio

I lavabi da appoggio continuano ad essere i più richiesti, anche perché oltre a riproporre la forma classica del bacile, sono stati reinterpretati dai designer in mille modi diversi. Come ho già detto nei commenti precedenti, non li trovo comodi se poggiati su mensole poco larghe perché rendono meno fruibili le superfici di appoggio. Nel caso contrario, invece, valorizzano il bagno. Un altro caso in cui le ciotole sono consigliate è quando si è in presenza di uno spazio talmente stretto da non consentire l’uso di mobili di profondità regolare. In queste circostanze si realizza un piano di appoggio inferiore anche ai 30 cm e si lasciano sporgere solo i lavabi. Il bagno apparirà più ampio e potremo realizzare mensole e contenitori utili.

 

4.Postazioni separate

Infine consideriamo il caso in cui si abbiano due lavabi separati. Questa soluzione si sposa bene agli ambienti a pianta irregolare o particolarmente allungata. Infatti il lavabo si sdoppia consentendo un’organizzazione più razionale dello spazio, con l’ulteriore beneficio di godere di due postazioni totalmente autonome. Nel caso in foto i lavelli poggiano su due pareti differenti, ma il principio risulta altrettanto valido quando affiancati nella stessa quinta.